Non mi sento Charlie ma mi sento libero

Mit ritrovo nel passaggio citato qui di seguito, tratto da un articolo di Roxane Gay, così come tradotto da Internazionale nel Gennaio 2015.

Io credo nella libertà di espressione senza eccezioni anche se, come ho già scritto, mi piacerebbe che più persone capissero che la libertà di espressione non è la libertà dalle conseguenze. Trovo di cattivo gusto una parte del lavoro di Charlie Hebdo, perché nelle sue vignette abbonda l’intolleranza di ogni genere. Ma la mia disapprovazione non può certo modificare le scelte della rivista. I vignettisti di Charlie Hebdo – ma anche gli artisti e gli scrittori di tutto il mondo – dovrebbero avere la possibilità di esprimersi e sfidare l’autorità senza essere ammazzati. L’omicidio non è mai una conseguenza accettabile.

Link all´articolo completo qui di seguito: Internazionale